Cesare Battisti, il terrorista latitante
CESARE BATTISTI
è un ex terrorista italiano attivo, durante gli anni
di piombo, come membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo.
Evaso dal carcere di Frosinone nel 1981 dopo essere stato
condannato a 12 anni in primo grado per banda armata; in seguito è
stato condannato, in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in
giudicato per quattro omicidi di cui due, commessi materialmente ed i
restanti in concorso con altri. Ha ricevuto asilo fuori dei confini
italiani come rifugiato politico e ha svolto l'attività di scrittore di
romanzi di genere noir. Trascorse la prima fase della sua latitanza in Messico
e in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand, si
sposò ed ebbe due figlie ottenendo la naturalizzazione poi revocata
prima di ottenere il passaporto. La sua clandestinità prosegue dal 2004 al
2018 in Brasile.
Fu arrestato nel
paese sudamericano nel 2007 e detenuto nel carcere di Brasilia
fino al 9 giugno 2011. Ha Inizialmente gli fu concesso lo status di
rifugiato, poi revocato. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz
Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell'estradizione in
Italia e concesse il diritto d'asilo e il visto permanente, status di "residente
permanente". Della questione tuttavia fu investito il Tribunale
supremo federale brasiliano su sollecito della nuova presidente del Brasile
Dilma Rousseff che, l'8 giugno 2011 negò l'estradizione con la
motivazione che avrebbe potuto subire "persecuzioni a causa delle sue
idee". Battisti fu quindi scarcerato, dopo aver scontato la pena per
ingresso illegale tramite documenti falsi, rimanendo in libertà fino al 12
marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità
brasiliane in seguito all'annullamento del permesso di soggiorno, ma viene
rilasciato quasi subito. Nell'ottobre 2017 poi, è di nuovo tratto in
arresto al confine con la Bolivia, ma scarcerato poco dopo. Nuovamente latitante dal dicembre 2018.
Dopo la
revoca dello status di residente permanente e l'ordine di estradizione del
presidente Michel Temer, il 12 gennaio 2019 viene arrestato a Santa
Cruz de la Sierra, in Bolivia, da una squadra dell'Interpol e il 14
gennaio è trasferito in Italia nel carcere di Oristano, dove
sconterà l'ergastolo.



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