Lo strano suicidio di Carmelo Castro






CARMELO CASTRO


viene fermato il 24 marzo del 2009 insieme ad altri due ragazzi ritenuti responsabili di una rapina subita da un tabaccaio. Viene portato nella caserma dei Carabinieri di Paternò e da lì in carcere. Dopo l’arresto, i genitori raccontano che i tre giovani sarebbero stati “massacrati di bastonate” così come rivelerebbero le foto segnaletiche in cui il ragazzo “aveva gli occhi neri, l’orecchino strappato e le labbra ferite”.

Al momento del suo ingresso in carcere, Carmelo si trova in un evidente stato di agitazione, tanto che a seguito del colloquio di primo ingresso gli viene prescritto un tranquillante e viene sottoposto al regime di “grandissima sorveglianza”, la cui funzione primaria è proprio quella di prevenire il verificarsi di gesti autolesionistici in soggetti a rischio e che comporta l’osservazione della persona 24 ore su 24. In quel frangente di tempo Carmelo si sarebbe impiccato, era la mattina del 28 marzo

Il giudice per le indagini preliminari decide sulla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero. Il legale della famiglia si oppone.

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