La Dea della giustizia
Giustizia "Iustitia"
era una
divinità della mitologia romana, personificazione della Giustizia, non era
tuttavia l'equivalente della greca Temi, ma di sua figlia Dike, o Astrea. Ne
"Le Opere e i Giorni", Esiodo racconta
che all'inizio, nel periodo in cui regnava Crono, c'era una "razza
d'oro": era il regno della Giustizia e della Buona Fede. Con il regno di
Zeus, eta' del ferro, scomparve questa razza. I misfatti dell'umanità misero
in fuga Iustitia e la costrinsero a lasciare la terra, si rifugio' in cielo
dove divenne la costellazione della Vergine ed Astrea è, appunto, il nome della
costellazione stessa.
Ma perché la dea
della giustizia è rappresentata come una donna bendata che regge in una mano la
bilancia e nell'altra la spada?
Zeus le diede il potere di decidere della sorte
degli uomini ma Tiche era irresponsabile nelle sue decisioni e correva qua e là
facendo rimbalzare una palla per dimostrare che la sorte è incerta, per questo
in epoca rinascimentale, venne rappresentata con gli occhi bendati, simbolo
della casualità della buona sorte.
La bilancia era inizialmente il simbolo di Themis
poiché, come dea della giustizia, doveva mantenere l’ordine, proteggere i giusti
e punire gli ingiusti. Tale compito passò poi alla figlia Dike, con il compito di
proteggere i tribunali.
La spada viene considerata comunemente lo strumento per
infliggere i meritati castighi ed evoca pertanto, almeno in prima battuta,
l’idea della responsabilità penale; oltre ad alludere alla funzione retributiva
della pena, tuttavia, il suo valore simbolico rimanda al verbo latino ‘decido’.
Questo derivato di ‘caedo’, infatti, si trova impiegato con il significato di
‘troncare’ in relazione all'attività ‘decisionale’ che pone fine ai dubbi su
ciò che spetta a ciascuno. Con la spada e con la bilancia, pertanto, la
Giustizia è chiamata non solo a infliggere le pene, ma più in generale a
esercitare la funzione di attribuire esattamente a ciascuno – nel bene e nel
male – quanto gli spetta. La benda indica, invece, l’imparzialità della giustizia.




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